Del perchè questo Governo non cade

So che susciterò un vespaio di critiche ma trovo che è insopportabile continuare ad ascoltare ogni giorno il coro uniforme e mono-tono che arriva puntuale a commentare le quotidiane sciagurate scelte personali e pubbliche dell’attuale Governo e dei suoi esponenti.

Il baro-Michelangelo Merisi,detto il Caravaggio

Un governo che continua nella sua quotidiana farsa, destinata a coprire l’evidente totale incapacità e incuranza a gestire un Paese  che ondeggia e si arrabatta nel frattempo, per resistere a una crisi economica e morale che sembra non finire piu’ e non avere soluzioni.

In ogni paese del mondo, è la storia che ce lo insegna, soprattutto quella recentissima della primavera araba, in ogni paese del mondo, i popoli si ribellano ad un governo ingiusto che li opprime, a un governo colpevole di inganni, truffe, persino reati , che continua a occuparsi esclusivamente della sopravvivenza e del benessere personale dei suoi esponenti.

In ogni paese del mondo, un governo come il nostro sarebbe stato dimissionato da molto tempo, dai suoi rappresentanti in parlamento o dal popolo direttamente.

Perché in Italia non succede e questo Governo non cade?

Beh io un’idea me la sono fatta. E il motivo fondamentale è che a questo nostro popolo, questo governo fa un gran comodo.

Perché questo non è affatto un paese di gente che paga le tasse, né di gente che vive secondo regole, né di gente che sogna un paese legale e ordinato.

Questo è un paese dove quella maggioranza che ancora sostiene la permanenza di questo governo, è quella che continua a fare i suoi affari attraverso di lui.

La favola che continuano a raccontare in coro all’unisono sindacati e leaders della presunta opposizione, è solo un disco usurato che non corrisponde affatto alla realtà del paese.

Perché la favola che le tasse in questo paese le pagano solo i lavoratori dipendenti, che le pagano tutte e che sono gli unici che non evadono, è veramente la piu’ grande invenzione della demagogia pseudo sociale.

Ed è proprio questo il cuore del problema. Se all’approvazione di una finanziaria che nelle sue linee generali manda alla bancarotta completa tutta la fascia a basso reddito, gli unici a reagiresono 4 gatti di fronte a Montecitorio mentre lo zoccolo duro del paese continua a guardare le fiction, vuol dire che nei fatti la manovra non li riguarderà.

Perché questo è un paese dove i dipendenti pubblici  le tasse le pagano solo sul reddito ufficiale e non certamente sui secondi e terzi redditi che ricavano da attività extra, tenute attentissimamente nascoste al fisco.

Questo è il paese in cui la maestra elementare nel pomeriggio diventa commessa nel negozio di sua proprietà, intestato ovviamente a qualcun altro. Questo è il Paese in cui insospettabili casalinghe viaggiano su tenori di vita ufficialmente insostenibili, poi si scopre che ‘arrotondano’ con gli extra-coniugali. Sempre esentasse.

Questo è il paese in cui parallelamente viaggiano miliardi di cui nessuno conosce la provenienza, o meglio di non si vuole conoscere la provenienza, ma nella maggior parte dei casi cattolici, laici, ex fricchettoni, liberal, intellettuali, esponenti di centro, di sinistra e di destra si ritrovano tutti d’accordo: i soldi sono sporchi solo prima di entrare nelle mie tasche.

Questo è il paese in cui ogni azienda che apre, anche microscopica paga tutto il doppio, per default. Perché questo è un paese in cui il rapporto con le aziende produttive si basa sulla presunzione di reddito. Come a dire che indipendemente da quello che fai o che incassi, se metti su azienda vuol dire che i soldi li fai.

Nessuno ha mai voluto spiegare al resto del paese che un’azienda è un’impresa, è una scommessa, una speranza, un investimento e un grande rischio. Nessuno ha mai voluto spiegare che in un sistema in cui le aziende vengono gestite con uno strumento assurdo come gli studi di settore, quelle aziende non hanno alcuna speranza di sopravvivere se non entrano a far parte del sistema corrotto che chi li governa ha provveduto a creare.

Un sistema, che se non hai gli strumenti per fottere, ti divora completamente usando, a suo beneficio, le risorse che hai messo a disposizione per ingenuo ottimismo.

Questo è il paese in cui la gran parte dei redditi derivanti dagli immobili è in nero e i proprietari della maggior parte delle case, non sono pochi straricchi che vivono alle Antille, ma milioni di piccoli proprietari che quasi sempre possiedono numerosi immobili, intestati a genitori, zii, figli. E che se le case sono intestate a loro le concedono a carissimo prezzo, ma in nero.

Questo è il paese in cui moltissime coppie ricorrono alla separazione legale come escamotage per pagare meno tasse sui propri redditi.

Questo è il paese in cui la cocaina viaggia a tonnellate,  distribuita capillarmente anche attraverso insospettabili casalinghe, liberi professionisti, impiegati di banca, impiegati pubblici, parrucchiere, etc.etc.etc che ‘ci campano’ con questo piccolo commercio…esentasse. Piccolo ovviamente e’ un eufemismo, in termini economici.

Questo è il paese in cui Banche, assicurazioni, finanziarie, fanno capo sempre allo stesso gruppo di proprietà e i giochi li decidono a cena e in vacanza insieme ai sindacati, ai partiti,ai grandi imprenditori, alle mafie, in un banchetto da cui non avanzano neanche le briciole.

Il suonatore di flauto-Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio

Questo è il paese in cui l’astio e il risentimento, la rabbia e le proteste anche violente nei confronti della ‘casta’ si alimenta non per senso della giustizia e di equità ma per l’invidia.

Dalla piu’ pura invidia di quelli che vorrebbero gli stessi privilegi per se stessi e che, nel loro piccolo, fanno ogni giorno qualsiasi buon compromesso per averne una parte.

Certo, questo è anche il paese di alcuni onesti, di alcuni incorruttibili, di alcuni idealisti cronici, di alcuni che veramente pagano tutto quello che gli spetta e tutti insieme si ritrovano in chiesa, protestano per la finanziaria, scioperano, si lamentano per la precarietà, in una schizofrenia insanabile che mantiene in vita il sistema.

Smettiamola di raccontarci le favole e smettiamola di sostenere un coro di attori che fa proclami vuoti, per dichiararsi all’opposizione mentre continua ad essere il principale sostegno di questo governo.

Ci piaccia o no, questo governo rappresenta degnamente la maggior parte dei cittadini di questo paese. Nel senso letterale delle parole.

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