Un signore che mi spiace dover nominare perchè involontariamente gli faccio anche della pubblicità gratuita e completamente immeritata, il Sig. Salvatore Scarpino, ha scritto un articolo ignobile sul quotidiano IlGiornale che inizia come segue:
“ Adriano Sofri sabato prossimo, con la delicatezza che gli consentono l’uso di mondo e la conoscenza dei meccanismi mediatici, ci illustrerà i suoi rimarchevoli pensamenti presentando il suo ultimo saggio. Discetterà di nobili cause e di superiori obiettivi – civili, sociali, morali – dalla cattedra fasulla di Fabio Fazio, su Raitre, of course, per illuminarci, spronarci, indurci magari a pentirci, per schiudere le nostre menti limitate alle ampiezze insospettate dell’orizzonte progressista. Paghiamo il canone anche per questo e allora ci godremo, si fa per dire, pure il Sofri officiante di una religione del lassismo e dell’illegalità che sta consumando la società italiana…..”
Mi rispiarmio di citare tutto l’articolo e lo risparmio anche a voi, se proprio siete curiosi potete andarvelo a cercare nell’Archivio on-line del quotidiano.
Quello che è veramente ignobile da parte di questo signore è il suo tono sbeffeggiante e giudicante, da “saputone” e grande esperto di materia, senza neanche essersi preso la pena di documentarsi nè sulla persona di cui scrive nè sullo specifico della vicenda giudiziaria. Perchè se si fosse almeno documentato dei giudizi così imbecilli non avrebbe potuto darli. Ma d’altra parte, siccome è scandaloso pensare che uno faccia il giornalista e lo scrittore e si delizi a mettere la sua firma senza essere documentato sull’argomento di cui parla, allora penso che siamo di fronte a una voluta operazione di malafede che riempie una pagina di populismo qualunquista, becero e miserabile.
Non sono io che devo fare la difesa di Adriano Sofri, e ci mancherebbe! Ma trovo inaccettabile lo sport che si continua a praticare tra tanti giornalisti, ansiosi solo di cavalcare una notorietà perchè aizzano e sguazzano nell’ignoranza della maggioranza dei lettori.
Una pagina intera di idiozie e di sue conclusioni personali, di suoi pensieri privati, della sua personale interpretazione della realtà storica e giudiziaria e non è riuscito a spendere neanche UNA RIGA , dico UNA sola riga di INFORMAZIONE obiettiva e reale su quello di cui sta parlando. Lui si preoccupa del Canone Rai, ma è ben più grave che uno che acquista un mezzo di informazione come un quotidiano debba essere ingannato da pozzanghere di chiacchericcio spacciato per articolo giornalistico.
Adriano Sofri, da tutte le informazioni che abbiamo a disposizione, NON E’ un assassino.
Adriano Sofri, giornalista, critico, saggista, leader del movimento Lotta Continua, scioltosi nel 1976, nel 1988 è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio del commissario Calabresi (avvenuto nel 1972). L’accusa, non supportata da alcuna prova, è stata mossa da Leonardo Marini il quale ha accusato anche Bompressi e Pietrostefani. Dopo vari processi e gradi di giudizio e sempre sulla base solo delle accuse verbali di Marini, Sofri, insieme agli altri è stato condannato a 22 anni di reclusione. Nel 2005 Sofri ha ottenuto gli arresti domiciliari, o la detenzione domiciliare come lui stesso precisa, in ragione di una rara malattia da cui è stato colpito. La condanna a 22 anni avvenuta nel 1997 terminerà dunque nel 2019, quando Sofri avrà 77 anni.
Le richieste di grazia presentate da moltissimi gruppi di tutte le componenti politiche, cittadini, intellettuali hanno sempre ricevuto esito negativo, nonostante l’ex Presidente della REpubblica Carlo Azeglio Ciampi(che non mi pare possa essere tacciato di simpatie anarcoidi nè di frequentazioni con l’estrema sinistra) avesse già avviato l’iter per la concessione di grazia, iter che non ha trovato compimento per le dimissioni dello stesso Ciampi in concomitanza.
Tra i centinaia di sostenitori della grazia per Bompressi e per Sofri ci sono stati moltissimi politici, trasversalmente a tutti i partiti , perfino Bossi, intervistato sull’argomento disse:
“Il leader della Lega Nord Umberto Bossi, intervistato da “Panorama”, dice “Io non voglio tagliare la strada a Roberto Castelli perche’ si parla di una materia di competenza del ministro di Grazia e Giustizia, pero’…. E’ certo pero’ che ci sono stati fatti avvenuti molto tempo fa, quindi ormai datati anche politicamente, che si chiudono. E’ impensabile che gli opposti non trovino mai una sintesi: succede ovunque, dalla politica alla vita di tutti i giorni. Una sintesi ci deve essere, si deve trovare. Cioe’: la verita’ e la ragione non stanno mai da una sola parte, questo e’ pacifico”.
Agli appelli hanno aderito anche Giuliano Ferrara, Gad Lerner, Andrea Marcenaro, Antonio Socci, Don Ciotti, Vasco Rossi, Alessandro Bergonzoni, ……
L’ultimo libro in uscita di Adriano Sofri si intitola “Chi è il mio prossimo”, credo che se tutti cogliessimo l’occasione di riflettere sul nostro prossimo e ancor più sul nostro essere prossimi degli altri, allora forse potremmo ricordarci che il giudizio, non è materia di questa terra e che quello che ci compete, come un dovere, nel tempo che ci è dato in questa vita, è di crescere in comprensione, empatia, solidarietà, perdono, in parole semplici, di essere con gli altri come vorremmo fossero gli altri con noi. Con amore, onestà, e umanità.



