Inserito da: artecolab | 6,Novembre 2007

Luci che si allontanano. Enzo Biagi, una luce nel cielo


orsa maggiore

Per comprendere le emozioni e il profondo senso di umiliazione e di sdegno e di smarrimento che provò Enzo Biagi, di fronte alla punizione impostagli dal Cavaliere, quando ordinò, da capo regime, il suo allontanamento dalla Rai, per tutti i 5 anni del suo sciagurato governo. Per comprendere veramente, bisognerebbe essere un uomo/una donna di grande rigore morale, di altissimo senso civico, un uomo/una donna della Resistenza, di saldi principi e ancor più saldi gesti.

Uomini e donne di una generazione che purtroppo non torna.

Perchè quelli che hanno messo in gioco la propria vita e messo in un cassetto i propri interessi personali, le famiglie, i propri figli, per difendere la libertà di questo Paese.

Uomini e donne che hanno saputo credere e coltivare la virtù della coerenza, come un dono inestimabile della propria esistenza.

Uomini e donne che hanno saputo vivere nella dignità, nel senso di giustizia, nel rispetto, incondizionatamente e liberamente, sono persone la cui vita non è stata semplicemente un tempo trascorso sul calendario.

Queste persone, che hanno combattuto e vinto il mostro della dittatura e della sopraffazione, in un Paese che hanno contribuito a rendere libero e democratico, hanno dovuto “obbedire e abbassare la testa” di fronte ad omuncoli.

Queste persone sono le luci che ci hanno indicato la via, soprattutto nelle notti senza luna. Sono stelle dell’Orsa maggiore: ci basta sollevare la testa e ritroviamo la direzione.

Una di queste persone è stato Enzo Biagi.

Omuncoli e donnicciole non hanno gli strumenti per poter comprendere nè riconoscerne il valore, nè accettarlo, nè esserne grati.

E’ stata una settimana di perdite e di lutti quella che abbiamo appena trascorso e abbiamo la sensazione di essere rimasti un po’ più soli e un po’ più al buio oggi.

Quello che mi conforta e che, se alzo un po’ lo sguardo verso l’alto, trovo ancora alcune luci che fanno da guida  e da ammonimento. E sono grata.


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